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Biviere di Gela
Veduta aerea del Lago Biviere di Gela [click per ingrandire l'immagine] A poca distanza da Gela (Cl), esattamente ad 8 chilometri procedendo in direzione sud-est verso Scoglitti, si trova il lago “Biviere di Gela”, una delle più importanti zone umide della Sicilia, nonché il più grande lago costiero ed uno dei pochi rimasto naturale.

Area di sosta di numerose specie in migrazione dall’Africa al nord Europa e viceversa, dal 1997 è stata istituita Riserva Naturale Orientata affidata alla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli).
In quest’area umida è possibile osservare uccelli rari come la Spatola, il Pignattaio e la Morella Tabaccata.

E’ indubbio che il Biviere di Gela, così come la maggior parte delle aree umide, sia una zona importantissima soprattutto dal punto di vista biologico.
Infatti, proprio in quest’area, è presente uno degli ecosistemi più ricco di vita, grazie all’unione di acqua e terra che, insieme, generano ambienti unici ed irripetibili.

  La Flora  


La vegetazione del Lago del Biviere è varia.
Quella sommersa è caratterizzata dalla Brasca e dal Ceratofillo comune, mentre sulle rive è possibile osservare cespugli, alberi e diverse piante e fiori acquatici come le Orchidee.

La circonferenza vegetativa più interna è caratterizzata, invece, dalla Cannuccia di palude, la Tifa e lo Scirpo, quest’ultima in grado di sopportare i periodi di siccità.

  La Fauna  


Il microcosmo del Biviere di Gela è un mondo tanto piccolo quanto interessante.
Sono numerosi, infatti, gli insetti che lo popolano tra cui, in particolare, gli odonati, come la libellula Brachythemis leucosticta, e i ditiscidi, di cui il Biviere di Gela è una delle località più ricche d’Italia.
Sono oltre trenta, infatti, le specie di ditiscidi presenti in questo territorio, in particolare se ne trovano alcune specie tipicamente africane come il Cybister senegalensis e l’Herophydrus guineensis.
Tra gli altri insetti sono da annoverare anche i coleotteri acquatici e gli ortotteri, come il Cicalone, lo Sfingonoto ad ali cerulee ed il coleottero tenebrionide Pimelia grossa.

Significante anche la presenza di anfibi e rettili. Tra questi la Biscia, il Biacco, il Columbro leopardiano, il Ramarro dalla gola azzurra, la rana verde e diversi tipi di lucertole.

Nel territorio circostante al Biviere di Gela non di rado si incontrano diversi tipi di mammiferi, soprattutto durante le ore notturne. Tra questi la Donnola, il coniglio selvatico e la volpe.
Ma lo spettacolo più affascinante della fauna lo offrono certamente gli uccelli.
L’avifauna del Biviere di Gela, numerosa e diversificata, da sempre ha attirato visitatori e curiosi. Le specie identificate nella zona sono più di duecento. Garzette, Aironi cenerini e Mignattai sono di facile avvistamento, come le Nitticora, le Sgarze ciuffetto e le Spatole che qui nidificano.
Nelle zone fangose ed acquitrinose del lago svernano il Chiurlo maggiore, il Totano moro, la Pettegola, la Pavoncella, il Beccaccino ed il Frullino.

Cavaliere d'Italia [click per ingrandire l'immagine] Frequente anche l'incontro con il Cavaliere d'Italia, un caratteristico trampoliere dalle lunghe zampe rosse e dal piumaggio bianco e nero, con l'Avocetta e la Pernice di mare.
Nei mesi estivi i visitatori possono ammirare il Gabbiano Corso ma l’attenzione sarà certamente catturata dai richiami della Cannaiola, del Cannareccione e del Pendolino.
Marzo è il mese delle migrazioni. Il Lago del Biviere di Gela ospita molte specie di anatre tra cui le Marzaiole, i Fischioni e i Codoni.

Fra le anatre che si fermano al lago alcune sono molto rare come la Moretta tabaccata, piccola anatra color ruggine, tra le quattro specie italiane a maggiore rischio di estinzione.

Altro spettacolo indimenticabile è quello del Martin Pescatore che, come una scheggia azzurra si tuffa nell'acqua per pescare, oppure quello del coloratissimo Gruccione che nidifica nelle pareti di arenaria.

Nel lago Bieviere di Gela è possibile ammirare anche il Pollo Sultano, una specie tipica degli ambienti umidi, estinto in Siclia alla fine degli anni ’50 e recentemente reinserito affinché si possa ricreare una popolazione in grado di mantenersi vitale nel tempo, senza l’intervento diretto dell’uomo.
Tra le altre specie avvistate in questa zona anche il Falco di palude e, più raramente è accaduto di avvistare il Piro piro fulvo, il Piro piro terek, lo Svasso collorosso, il Fistione turco ed il Gabbiano del Pallas, tra le specie più rare.
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