|
|
| Intro - Sapori dei parchi |
• Rubrica Sapori dei Parchi
|
"Sapori dei Parchi" è un itinerario enogastronomico a spasso
per le aree protette siciliane.
Un vero e proprio viaggio, con un itinerario scandito da eventi storici o ricorrenti,
nella cultura e negli usi gastronomici locali e nei prodotti tipici, guidati dalla mano
sapiente di Enzo Raneri.
Nel tempo il numero di menù presentati in questa rubrica si è ampliato e si è diversificata
anche la loro tipologia quindi, vista la necessità di evitare confusione,
abbiamo pensato di dividerli in tre liste separate.
In questo momento potete trovare nella colonna di sinistra
"I Menù della Storia" e
"I Menù degli Eventi" mentre nella colonna di destra è nato un nuovo elenco,
che sicuramente si arricchirà di nuovi elementi, dedicato a "I Menù delle Sagre", nel
quale vengono proposte ricette realizzate con frutti tipici di stagione, legati a un particolare territorio,
che sono fonte di ispirazione per l'organizzazione di Sagre e ai quali vengono interamente dedicati tali eventi
nei Comuni dei Parchi.
Quindi non ci resta che augurarvi buon divertimento ed... appetito!
Per eventuali quesiti e/o ulteriori info potete contattare direttamente Enzo Raneri
a questo indirizzo email: qesa.raneri@tiscali.it
Introduzione ai menù
Possiamo anche dire che non esistono manuali di ricette siciliane tramandati nei secoli,
per cui ogni riferimento di un piatto tipico viene effettuato considerando che,
sopratutto nella Sicilia nord orientale dove si ha la maggior parte dei parchi siciliani,
gli influssi greco-bizantini sono stati più importanti di quelli arabi, che
gli influssi normanni e svevi sono stati quasi irrilevanti e che quelli spagnoli e poi
borbonici sono stati scarsi, mentre con l'unità d'Italia si è assistiti ad una maggiore
mescolanza degli usi e dei costumi, seppure solo negli ultimi decenni è facilissimo purtroppo
trovare una bottiglia di tomato ketchup in una casa rurale.
Ogni menù segue lo schema oggi classico (antipasto, primo, secondo, dolce), seppure
gli antipasti non siano una tradizione siciliana e fra essi si potrebbero considerare
soprattutto quei piatti che venivano consumati quando non veniva consumato altro od al
massimo un primo piatto, nel quadro di una tradizionale frugalità, che prevedeva il menù
completo solo nelle maggiori occasioni di festa e, più di recente, solo la domenica.
Però, è vero anche che in Sicilia ci sono tre cucine: la prima è la cucina dei ricchi (poi rinominata dei monsù - dal francese monsieur,
i cuochi dei baroni), la seconda è la cucina popolare (non necessariamente contadina) e la terza è la cucina tradizionale,
quella più antica della Sicilia, quella di strada, chiamata anche dei "buffettieri" (dallo spagnolo bufeta o dal francese bouffet,
cioè tavolo), della quale ci rimangono ormai pochi piatti originali (stigghiole, quarume, panelle, cipolle arrostite, carciofi arrostiti,
polpo bollito, mauro, calia, arancini, ecc), che qualcuno definisce come il prodromo del fast-food.
Fin da quando sulle coste ioniche abitavano i Siculi ed in quelle tirreniche prosperavano i Sicani e gli Elimi,
nasceva in Sicilia la letteratura gastronomica (nel IV secolo a.c. con Miteco, a cui si deve “Il cucinare siciliano”,
e con Archestrato di Gela, a cui si deve “Edipateia” ovvero “I piaceri della Mensa” e di cui magnifica studiosa è la mia amica
Letizia Lanza), la Sicilia ha sintetizzato il massimo della cultura gastronomica tanto da arrivare a sentir dire agli imperatori
romani “siculus coquus et sicula mensa”.
|
|
|
|
|