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Notizia - 30 Giugno 2010
Scoperto traffico di rapaci

 Aquile del Bonelli, gipeti, aquile reali, falchi lanari e pellegrini, capovaccai (i famosi avvoltoi egiziani) e cicogne nere, sono questi i rapaci sequestrati dal Corpo forestale dello Stato nell'ambito di una vasta operazione che ha smascherato e bloccato un traffico illegale di animali protetti esteso a diverse regioni d'Italia e ad alcuni Paesi
Europei.
I 45 esemplari finora sequestrati, appartenenti a specie rare e a rischio di estinzione, erano stati sottratti nei mesi scorsi dai loro habitat naturali e immessi sul mercato clandestino accompagnati da false certificazioni della Convenzione sul commercio delle specie protette (Cites). Sono 17 gli indagatiper ricettazione e commercio illegale di specie protette.
Importante il giro d'affari: un certificato Cites riciclato da un esemplare morto veniva pagato anche 2.000 euro, una coppia illegale di Aquile dai 6.000/8.000 euro fino al triplo se sanata con certificati riciclati, un esemplare di Gipeto, con certificato riciclato, arrivava anche fino a 20.000 euro.
L'inchiesta è partita, con la collaborazione del Network Traffic del Wwf Italia, grazie alle informazioni raccolte a livello territoriale dai suoi collaboratori tecnici dell' Università di Palermo, che da mesi seguivano i movimenti di alcune persone che erano state sorprese mentre si arrampicavano per raggiungere un sito di nidificazione dell'aquila del
Bonelli, presso una vecchia miniera di zolfo. Le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, e coordinate a livello nazionale dal servizio
Cites centrale dell'Ispettorato Generale e condotte dal personale delle Sezioni Investigative Cites del Corpo forestale dello Stato di Roma e Palermo.

 
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